Toscana arte contemporanea

La Toscana come cultura

La patria italiana è prima di tutto un’idea, promana da un substrato colto.  Questa cultura era in germe e in elaborazione dovunque ma trovò in Toscana il suo epicentro, così come la lingua che sempre più organicamente la esprimeva.  I grandi autori toscani fecero il resto, sanzionarono cioè la coincidenza tra lingua, mente e mentalità e nazione italiana difforme e omogenea nello stesso tempo.  Soffrirono tutti allora per una coincidenza mancata tra nazione esistente e unità politica inesistente. L’idea di patria italiana comincia a fermentare drammaticamente nelle parole dei nostri classici: il presente reale contrastava angosciosamente con l’idea nella quale piangeva un mitico passato di splendore e di serenità.

L’Italia è cultura; nell’incultura alligna la sua degenerazione.  Non c’è dubbio che Firenze pensa e parla italiano allo stesso modo che pensa e parla umano.  LaToscana si modella sul suo esempio con varia duttilità, conscia di fornire materia grezza ma autentica al conio della sua capitale.  C’è una corrente reciproca di cooperazione tra le molte parti di territorio che si incontrano in Firenze.

Mi sono trovato a mio agio nella toscanità per la prontezza che essa mi forniva a integrarmi con tutte le altre zone e regioni, a scoprire la molteplicità meravigliosa della patria italiana.

La funzione coesiva della comunità nazionale credo l’abbiano di fatto e in principio sentita in modo speciale i toscani delle generazioni post-risorgimentali fino alla mia che scoprì il suo come uno splendido paese nel momento che riemergeva lavato e non pacificato dalle lacrime e dal sangue della prima guerra mondiale che i nostri padri avevano appena finito di combattere.

Rivelazione che, lo confesso, confligge non poco con il disgustoso spezzatino che a qualcuno piacerebbe farci deliberare.  Più di una generazione, inclusa la mia, avrebbe in tal caso vissuto e lavorato invano.  E da Dante e Petrarca a Machiavelli, da Alfieri, Foscolo a Gramsci dovremmo irridere una grande passione che ha attraversato e congiunto tra loro i secoli, ridicolizzare un grande sogno che ha avvivato e divorato molte esistenze.  Ci sarà chi non si rassegna.                                                                                 Mario Luzi

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